In questo articolo potrete vedere i video editi dal CRAS Rifugio Matildico nel mese di maggio e giugno 2026 caricati nel canale ufficale di Youtube
Vedete la differenza tra un animale imprintato e uno rimasto selvatico?
02/07/2026
Questa giovane cerva è stata recuperata da un cittadino che l’ha tenuta con sé per ben 29 giorni prima che venisse affidata al nostro CRAS. Purtroppo, un periodo così lungo di contatto con l’uomo ha avuto conseguenze importanti. La piccola ha sviluppato un forte imprinting nei confronti delle persone, perdendo quella naturale diffidenza che è essenziale per la sopravvivenza di un animale selvatico. Per questo motivo non potrà essere reintrodotta in natura. Un cervo che cerca il contatto con l’uomo o che non ne teme la presenza corre rischi enormi: incidenti stradali, conflitti con le persone, predazione e difficoltà a integrarsi con i propri simili. Ora il nostro compito sarà quello di trovare per lei una sistemazione adeguata e autorizzata, dove possa vivere in sicurezza. Tuttavia, non potrà più tornare a vivere libera nel suo ambiente naturale insieme agli altri cervi. Questa storia ci ricorda quanto sia importante, quando si trova un cucciolo di fauna selvatica, non raccoglierlo né allevarlo in casa, ma contattare immediatamente un Centro di Recupero Animali Selvatici. Nella maggior parte dei casi, ciò che sembra un cucciolo abbandonato è semplicemente un piccolo in attesa del ritorno della madre.
Anche un gesto compiuto con il cuore può, purtroppo, compromettere per sempre il futuro di un animale selvatico. Per questo motivo, in caso di dubbio, chiedete sempre consiglio a un CRAS prima di intervenire.
Il caldo estremo sta mettendo in ginocchio anche la fauna selvatica
13/07/2026
Con un clima come quello che stiamo vivendo, tra qualche anno non saranno solo gli animali a faticare a sopravvivere: anche noi dovremo fare i conti con conseguenze sempre più gravi. Eppure sembra che di questo si parli ancora troppo poco. Nel frattempo, la realtà è sotto i nostri occhi. Abbiamo già recuperato oltre 230 rondoni: tantissimi piccoli si sono lanciati dai nidi, costruiti sotto tetti ormai roventi, mentre molti adulti sono collassati a causa delle temperature estreme. Nel video vedete una delle nostre volontarie di Parma che porta a casa 35-40 rondoni per nutrirli e accudirli. Un impegno enorme, reso possibile solo grazie alla passione e alla dedizione di chi non si gira dall’altra parte. Questa non è più un’emergenza occasionale: è una realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno. E purtroppo, senza un aiuto concreto e una maggiore consapevolezza, sarà sempre più difficile far fronte a numeri come questi.
Ricci
15/08/2026
Per continuare ad aiutare gli animali abbiamo bisogno anche di voi
12/07/2026
Queste foto dimostrano che esistono tante persone disponibili e sensibili, che ci aiutano portando direttamente gli animali al nostro centro. A loro va il nostro più sincero ringraziamento.
Purtroppo, però, ci sono anche persone che pretendono che siamo noi ad andare a recuperare un uccellino al decimo piano di un palazzo, senza considerare che facciamo già tutto il possibile con le poche risorse e il poco tempo che abbiamo. Quando è possibile, gli animali dovrebbero essere accompagnati al centro: questo ci permette di aiutare un numero maggiore di animali in difficoltà. C’è chi collabora e si impegna per darci una mano, e c’è chi pensa che una semplice telefonata sia sufficiente per sentirsi la coscienza a posto. La realtà è che le richieste di intervento aumentano ogni giorno e noi siamo ormai al limite delle nostre forze. Per questo vi chiediamo di continuare a sostenerci, non solo con le donazioni, ma anche collaborando quando possibile. Solo con l’aiuto di tutti potremo continuare a prenderci cura degli animali che hanno bisogno di noi.
Grazie di cuore a chi ci è sempre vicino.
Rondoni
25/07/2026
Quest’anno siamo riusciti a restituire alla natura oltre 200 rondoni. È un risultato che ci rende felici, ma purtroppo ogni anno la situazione peggiora a causa dei cambiamenti climatici.
Tra tutte le specie che soccorriamo, i rondoni sono probabilmente quelli che stanno pagando il prezzo più alto: il caldo estremo mette a dura prova sia i piccoli nei nidi sia gli adulti.
Non possiamo fare altro che sperare che il prossimo anno sia migliore, anche se l’esperienza ci insegna che l’emergenza continua a crescere.