Torna libero un biancone curato al Rifugio Matildico
Il rapace, una femmina, era stato trovato smagrito ed esausto. Era rimasto a lungo senza cibo
L’aria incredula, almeno per i primi 15-20 secondi poi il volo liberatorio, verso l’infinito, senza però dimenticarsi, poco dopo, di tornare indietro e salutare per l’ultima volta i suoi salvatori. Ha passato momenti difficili questo rapace di femmina, un biancone, altrimenti conosciuto come l’aquila dei serpenti. Trovata da un residente di Salsomaggiore nel suo giardino, smagrita, così stremata da non riuscire più a volare. Il responsabile del Rifugio Matildico di San Polo d’Enza non ha dubbi sulle cause.
In cura per una decina di giorni dai volontari della struttura che opera tra Parma e Reggio Emilia. Di più non si poteva. Evidentemente è rimasta a lungo senza cibo. Unito alla iniziale diffidenza verso l’essere umano, per giorni gli operatorii hanno dovuto forzarla per farle inghiottire il cibo. Una diffidenza durata diversi giorni, prima di cedere alla voglia di tornare in forma per il ritorno al suo ambiente naturale
Per gli operatori del rifugio matildico, che dal 2011 hanno visto passare da loro circa 6000 animali in difficoltà, il biancone è la loro prima volta. Il rapace, il nostro ha una apertura alare di 1 metro e 60 centimetri, è abbastanza diffuso sull’appennino centrale e occidentale.
Nel servizio di Nelson Bova, montato da Luca Colonnelli, le parole del responsabile del Rifugio Matildico Ivano Chiapponi
Servizio di Nelson Bova – TGR Emilia Romagna
Articolo completo al seguente link: https://www.rainews.it/tgr/emiliaromagna/video/2025/07/torna-libero-un-biancone-curato-al-rifugio-matildico-a2c47bab-e144-47da-906b-20516786ad97.html